Quiz

Ci sono più persone nella prima o nella seconda immagine?

Se avete risposto nella prima -----------------> Ok, siete del partito dell'amore. Bravissimi.
Se avete risposto nella seconda --------------> Siete dei coglioni. Assassini. Terroristi.
P.S. Nella seconda immagine, secondo i dati, ci sono circa 250.000 persone. Nella prima immagine, secondo quanto raccontato dal "Grande comunicatore" e "discreto contatore" ce ne sono 4 volte tanto.

Benvenuti a Berlusconia

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Alba



E' l'alba, sulla città, che fa finta di scaldare questa stanza vuota.
Qualcuno te lo chiede mai, il tuo nome, mentre
mentre
mentre
e sei ancora lì, dentro la macchina verde, sfasciata come la tua vita.
E una bocca rossa oltre il suo confine. Rossa come la tua vita.
Rossa. Rosso. Rosso .
Rosso tutto.

Aspetti.
Guardi giù, dentro la macchina verde sfasciata come la tua vita.
Ma un giorno, un giorno arriverà qualcuno.
Mi chiederà come mi chiamo.
Oh sì, me lo chiederà, quel giorno.
Solo che io, adesso, non lo so come mi chiamo.
Non lo so più, io, come mi chiamo.

Alba.

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nomen omen

emanuele dotto, conduttore di domenica sport su radiouno, oggi pochi minuti dopo le quattordici, parlando della corsa ciclistica milano-sanremo: "...allora, tre uomini in fuga; come tre uomini in barca, di jerome jay jerome".

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Sabato Mattina

1) Mi sono svegliata alle 13 e 13 che è l’orario più fortunato del mondo. 2) Vorrei mettere a cuocere il nuovo disco dei MGMT ma sento in giro pareri pessimi e l’unica canzone da me ascoltata è talmente brutta che sembra una presa per il culo. Quindi ascolto Time To Pretend (che amo ancora come [...]

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Lui

Eppure ci sarà un momento in cui è solo, in cui anche l'ultimo dei cortigiani ha chiuso la porta, accostandola con devozione e accorata cautela. Un unico solo istante in cui la stanza da letto non è riempita dalla pelle nuda che riveste ragazzine fragili e sognatrici. Il silenzio e la solitudine per poter riflettere. Non c'è necessità neanche di uno specchio, perchè questo rimanda solo un'idea, un progetto di persona, pensato esclusivamente al futuro per esorcizzare il tempo. In quell'attimo di raccoglimento, che ogni essere umano esige a buon diritto, dovrà necessariamente rivolgersi a se stesso con brutale sincerità. Una brevissima scossa, seguita da un brivido, poi il ridestarsi della coscienza vigile che gli impone la parte da recitare ossessivamente ogni giorno, con chiunque. E immediatamente dopo la necessità disperata di chiamare qualcuno.

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Venerdì santo.


- “Oggi non sono di compagnia, mi spiace”
- “Con chi hai litigato?”
- “Con nessuno, son solo un po’ stanca”
- “La stanchezza è una delle virtù teologali”
- “Dici?”
- “Sì, specie di venerdì sera”

Se non ne hai ancora avuto abbastanza...

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Altai? Ahi Ahi!

Da fan sfegatato dei Wu Ming, ero così elettrizzato per l’uscita di Altai che prima di affrontarlo mi sono riletto le seicento e passa pagine di “Q.” , così, solo per rientrare nell’atmosfera. (e devo dire che l’ho apprezzato ancor più della prima volta). Sarà che a quel punto, quando ho inizato a leggere Altai, ero [...]

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Sms

Ti aspetto Sabato alle ore 14,00 a Roma al Circo.
SB

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Il grande comunicatore.

Il Giornale, 01-10-2009:

"E' un errore criticare Michele Santoro, bisogna invece dargli tutto lo spazio possibile, anche perché la verita è più forte di lui". Senza addentrarsi nelle polemiche legate ad Annozero, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avverte che "sarebbe facile cadere in qualche tranello".
"Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra". 

Antefatto, 12-03-2010:

Berlusconi voleva "chiudere" Annozero. Un membro dell'Agcom – dopo aver parlato con il Premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. 

Il Giornale, 19-03-2010:

"E' doveroso chiedere all’Agcom di intervenire per fermare l’ignominia delle trasmissioni di Santoro" ha dichiarato Berlusconi.

Tg4, 19-03-2010:
Berlusconi è indagato per aver detto al telefono quello che dice da sempre in pubblico.

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anzi no, adesso

Se è ammissibile l’idea che esista un creatore onnipotente, allora è ammissibile pensare che l’universo sia stato creato otto secondi fa, corredato di tutti i dettagli: tutte le galassie, tutti i pianeti, tutti noi, ciascuno coi propri corpi fisici, pensieri e ricordi, compreso quello di aver appena letto queste righe.

E un sacco di falsi indizi concepiti ad arte e realizzati in maniera più che perfetta che ci fanno pensare che ci sia stata un’evoluzione del cosmo, della Terra, delle specie che la abitano, delle società, delle nostre vite. Magari li ha disseminati proprio per tenerci impegnati, mica che poi ci annoiamo. E anche lui chissà come si diverte a vederci cercare di decifrare una logica in un universo completamente artefatto.

E invece no, siamo stati creati adesso. Anzi no, adesso. Anzi no, adesso.

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cognomi incisivi

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Il cuore del problema

Foto segnaletica ritoccata di Papa Ratzinger
Si fa tanto un parlare di preti pedofili e ci si dimentica delle polveri sottili. O di cambiare la lettiera del gatto.
Voglio dire, qual'è il vero problema? Davvero qualcuno pensa che siano i preti pedofili?
Secondo me c'è più gente con la lettiera del gatto lurida che genitori con bambini sessualmente molestati. E' una questione statistica.
Mi aspetto già l'obiezione: "ma a quarant'anni ancora con quei jeans vai in giro?". Saranno pure cazzi miei, non sviare il discorso.
Dire: "un atto di pedofilia è gravissimo" non può non trovare tutti d'accordo. Ma perchè voi vedete il dito e non la luna. Vi capisco, ho appena rifatto le unghie, ma cercate di seguirmi, dai.
Quel che voglio dire è: tu genitore cosa hai fatto per impedire quell'abominio?
Quell'uomo porta costosi ciondoli e la gonna da una vita, non ha una donna (fissa almeno) e di questo pare pure vantarsi, i suoi referenti vestono in un modo talmente kitch che il Mago Otelma pare in gessato ma soprattutto questi stanno ammazzando milioni di persone con quella storia del preservativo che sarebbe peccato. E in Africa, non si sa perchè, i pupazzi o li usano per ficcarci dentro spilloni o li ascoltano.
Insomma, ci hai messo del tuo ad affidargli tuo figlio. I segnali erano chiarissimi ma tu niente.
Non starò qui a puntualizzare il danno cerebrale che viene arrecato ad un bambino, costretto ad ascoltare favole di santi e diavoli, superpoteri e resurrezioni, padri che lasciano torturare figli e Maddalene mal descritte (quando tutti sanno che una storia ha bisogno dell'elemento-gnocca per essere vincente).
Tu genitore sei doppiamente responsabile se tuo figlio è stato sessualmente molestato. Volevi che si formasse con i principi del cattolicesimo? E allora? Di che ti lamenti? Eccone uno. L'ha imparato benissimo, learning-by-doing. Se sei coerente insegnali a fare la firmetta nella casella dell'8 per mille e avrai formato il tuo bel cristiano cattolico. Perchè è questo che ti chiede la Chiesa.
Ah, è troppo cinico tutto questo?
Lo penso anche io. Per questo mio figlio non ce lo mando. Anzi, per sicurezza, manco lo faccio, un figlio, tiè!

Pubblicato da maxzulli | Commenti (3)


Tag: punti di vista


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L’Italia è una Repubblica fondata sullo Spam – (ovvero: come ti organizzo una manifestazione)

.

Una mattina ti svegli e decidi di organizzare una manifestazione, a Roma, in difesa delle “Libertà”. Così ti metti a strillare al mondo intero che sarà un grande evento di popolo, molto sentito, e che scenderanno in piazza almeno 500.000 persone, perché certe cose vanno difese, e la gente non sa trattenersi quando arriva l’ora di sostenere gli ideali importanti con la propria partecipazione.

In cuor tuo sai che è tutta una pagliacciata, ma non vorrai mica fare brutta figura! così devi organizzarti e fare quello che ti è sempre riuscito meglio: sborsare un sacco di soldi e rompere le palle alla gente con della fastidiosissima pubblicità indesiderata.

Oggi apro la mia casella di posta e dentro ci trovo una mail del Popolo delle Libertà (inviata tramite Gate2000, un’azienda di mail-marketing). In questa mail mi si chiede di partecipare alla manifestazione Pdl del 20 marzo e di collaborare a spargere il verbo inoltrandolo a tutti i miei amici. Morale della favola: l’Italia è una Repubblica fondata sullo spam.

Potete leggere il testo completo della mail a questo indirizzo.

Date un’occhiata, perché “dopo i pessimi risultati del malgoverno della sinistra, chi vuole il bene del Lazio e ha sempre votato Pdl potrà impartire una lezione di democrazia all’ammucchiata della sinistra tenuta insieme dall’antiberlusconismo. – P.S.: vi serve del viagra?”.

.

Se non ne hai ancora avuto abbastanza...

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Corsi e ricorsi

Il lavoro dello storico è più ripetitivo di quello di uno sceneggiatore di Hollywood.














Si ringraziano gli amici di Spinoza.it

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Marco Biagi, tra welfare e sciacalli

Leggo oggi sul Resto del Carlino un editoriale del direttore, Pierluigi Visci, sulla commemorazione del giuslavorista Marco Biagi, ucciso a Bologna dalle Brigate Rosse il 18 marzo 2002. Non saprei da dove cominciare per manifestare il mio disgusto, per cui tenterò un'interpretazione punto per punto (nota anche come metodo-Kra).

Scrive il direttore del più venduto quotidiano di Bologna e dell'Emilia-Romagna:

OTTO ANNI dopo Marco Biagi è finalmente una vittima condivisa, un "martire di tutti". Vittima di quel terrorismo delle "nuove brigate rosse" che ha sistematicamente preso di mira il migliore riformismo in materia di mercato del lavoro. Come dimenticare, ricordando Biagi, personalità come Gino Giugni (gambizzato), Ezio Tarantelli e, Massimo D’Antona, assassinati. Personalità del mondo accademico e del mondo sindacale, ma anche della politica. Mondi - accademico, sindacale e politico - che nel caso di Marco Biagi assunsero posizioni, arcaiche e ideologiche, di chiusura, anche di aperta ostilità, spargendo veleni che neanche la tragica morte ebbero la forza di dissolvere.

Già qui si nota l'ambiguità di chi, in questi ultimi anni, ha cercato di strumentalizzare la morte di Biagi con la medesima tattica: i morti ammazzati non si discutono, si commemorano in quanto martiri. Confondendo deliberatamente tra l'uomo Biagi - che va commemorato come un uomo lasciato solo e vittima di un barbaro omicidio, perpetrato con spietata freddezza e meticolosità - e il giuslavorista Biagi, le cui idee, invece, sono state e dovrebbero continuare ad essere oggetto di critica. Che vi sia stato unanime sdegno di fronte a un atto di barbarie, nessuno lo nega. Che le proposte di Biagi (e dei suoi collaboratori, Tiraboschi in primis) possano essere annoverate tra il "migliore riformismo in materia di diritto del lavoro", beh, personalmente ci andrei cauto. Numerose indagini di vari centri studi e dipartimenti universitari, incluso quello di Sociologia di Bologna dove ho lavorato, dimostrano che la Legge 30, in sè, aveva un effetto poco significativo sulla flessibilità del mercato del lavoro: ha introdotto 31 contratti cosiddetti "flessibili", ma di fatto in Italia non ne sono mai stati utilizzati più dei "soliti" cinque o sei. La legge però ha dato il via, in molti imprenditori senza scrupoli, a un utilizzo quantomeno discutibile delle forme flessibili di lavoro, soprattutto quando ci si è accorti che, dopo la morte di Biagi, la seconda metà della prevista riforma, ossia gli interventi sugli ammortizzatori sociali per attenuare gli effetti destabilizzanti della flessibilità, non si sarebbe mai realizzata. Ma chi paventava questi rischi, per Visci, assumeva solo "posizioni arcaiche" e "ideologiche". In definitiva, "spargeva veleni". Mi ricorda qualcuno.

La "colpa" di Marco Biagi fu quella di avere accettato di collaborare con il ministro del Lavoro Roberto Maroni, leghista, di un governo di centrodestra, dopo avere collaborato - autentico civil servant - con i governi di centrosinistra. Non solo. Come afferma Alan C. Neal, giuslavorista britannico e amico di Biagi che oggi lo commemorerà a Bologna nella sede del Resto del Carlino, fu eliminato da chi "non voleva la fine di una lotta di classe permanente. Da chi aveva paura della stabilità. Quando colpirono D’Antona forse non capimmo bene. L’abbiamo capito soltanto con la morte di Marco".

Visci, se mi ricordi D'Antona, non mi puoi dire che uccisero Biagi solo perché lavorava con Maroni e Sacconi. Anche perché, tre righe dopo, Neal ti contraddice.

Il Libro Bianco (quello che l’allora leader della Cgil Cofferati, poi mandato a fare il sindaco proprio a Bologna, città di Biagi, definì "limaccioso") determinò una rottura col mondo accademico.

Rieccolo, il vero Satana, quello che ha armato la mano delle BR: quel Lucifero di Sergio Cofferati, reo di aver infangato con la sua elezione la memoria di Biagi nella sua stessa città! Visci, se più della metà dei bolognesi lo ha legittimamente eletto, evidentemente non lo riteneva così incompatibile col ricordo di Biagi. E se definì il Libro Bianco "limaccioso", era perché non mancavano punti a dir poco oscuri, tra cui uno ritornato prepotentemente d'attualità: quello sull'arbitrato.

Perchè certi accademici, "soprattutto italiani e soprattutto di certe scuole", sempre secondo Neal, mettono l’"ideologia, un’ideologia di sinistra, che provoca una certa tensione tra i gruppi sociali, prima di tutto"

Quanto all'ideologia di sinistra, che provocherebbe una certa tensione tra i gruppi sociali, occorrerebbe ricordare a Neal che Tarantelli, Giugni e D'Antona non erano iscritti al MSI. E che l'ideologia opposta, ossia quella del liberismo senza regole nelle modalità di gestire i rapporti di lavoro, fino alla contrattazione individuale, non mi sembra che se la passi poi così male.

Per sovrammercato, proprio quello Stato che serviva con passione e intelligenza, non seppe proteggerlo, avendo ignorato tutti i segnali d’allarme e di pericolo che lo stesso Biagi aveva lanciato. Insomma, è stato difficile prima e anche dopo la morte.

Un attimo di meaculpa, prontamente superato:

Ma oggi, come dice il ministro del Welfare e suo amico Maurizio Sacconi nell’intervista concessa al nostro giornale, le sue idee hanno vinto. Nessuno pone più in discussione la sua riforma, la sua legge. Varata dal governo Berlusconi nella legislatura 2001-2006, doveva essere destrutturata dal governo Prodi secondo i difficili e compromissori accordi di quella eterogenea coalizione che non riuscì a superare i due anni di vita. Le posizioni più radicali sono state sconfitte ed ora la "riforma Biagi" non è più bollata come la "fabbrica" del precariato, come lo strumento posto a disposizione dei "padroni" per lo sfruttamento dei lavoratori, specie dei più giovani.

Sacconi, vice di quel Maroni che non seppe proteggerlo, in un'intervista-marchetta accanto all'editoriale riesce a dire queste cose senza ridere. Per forza che nessuno metta più in dubbio la sua riforma: non il Governo dell'iperliberismo a chiamata, non la Confindustria che ringrazia, non quegli imprenditori che hanno fatto strame del confine tra flessibilità e precarietà, con il tacito assenso di chi avrebbe dovuto evitare questa deriva e che in compenso ha etichettato come "Riforma Biagi" una riforma incompleta. Non quella parte del sindacato definita "dialogante", per distinguerla da quei potenziali brigatisti della CGIL.

E’ che Biagi, più di altri studiosi del diritto del lavoro e delle nuove forme di regolamentazione dei rapporti dell’occupazione — tanto pubblica quanto privata, in un tempo in cui anche il pubblico cominciava a essere posto in discussione, molto prima delle riforme di Renato Brunetta — aveva capito, perchè le studiava e si confrontava, le modificazioni che avvenivano a livello europeo. Era arrivato il tempo di procedere con un welfare europeo, ovvero con norme e meccanismi comuni. Processi che si possono ritardare, ma non bloccare.

Una buona idea, quella di norme comuni in Europa sul welfare, per quanto difficilmente applicabile viste le differenze tra i vari Paesi. Peccato che del welfare che ipotizzava Biagi, in Italia, non vi sia mai stata traccia. Quali interventi ricordate negli ultimi anni su famiglia, sanità, assistenza, previdenza, ammortizzatori sociali? E' la seconda gamba del progetto di riforma del giuslavorista, sempre messa da parte con le scuse più pretestuose. Biagi sarà pure stato un "profeta del Welfare", come da titolo, ma - se è così - stiamo ancora aspettanto il Messia.

Per questo le idee di Marco Biagi hanno vinto. Anche se certi linguaggi possono ancora distillarre quei veleni che l’hanno ucciso.

Riecco lo spettro delle BR, che fa sempre comodo per liquidare ogni eventuale dissenso. E "le idee di marco Biagi hanno vinto" perché chi è attualmente al potere, e non tutelò un collaboratore "rompicoglioni" (do you remember?), ha permesso che fossero distorte e stravolte, a uso e consumo della propria base elettorale.

In conclusione, come scrive Visci nel titolo, Biagi è davvero "un martire di tutti". Sì, di tutti quelli a cui fa comodo.

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diciotto marzo duemiladieci

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Azzurro

"Bravissima, e adesso colora!"

M. prende l'azzurro. La osservo con curiosità e trattengo a stento la voglia di correggerla, o fermarla, o farle cambiare colore. I bambini, so, hanno delle intenzioni precise e raramente fanno le cose a caso.
M. disegna una grande bocca azzurra. Guardiamo il disegno; le chiedo perché abbia scelto proprio quel colore.

"Il mio papà ha il sorriso azzurro."

E' vero, penso, certe persone hanno il sorriso azzurro.

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E che non siano segnati



Ho fatto questa roba.
State bene,
a poi
poi

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La sindone di Peter Pan

Da piccolo ero affascinato da come l'acqua si trasformasse magicamente in ghiaccio mettendola nel freezer.
Cioè questa cosa pare una stronzata adesso ma a 4 anni aveva il suo alone di mistero.
Del resto non ero neppure supportato da una cultura scientifica che andasse oltre l'articolazione di parole semplici e lo scagliare pietre ai piccioni. A volte li beccavo pure, senza conoscere nemmeno la formula della gittata. Fortuna del principiante.
Poi scoprii che potevo mettere l'acqua anche in contenitori diversi da semplici bicchieri: dalle tazzine per il caffè passai ai bicchierini per la vodka ma già dopo qualche giorno usavo guanti in lattice, pezzi di parmigiano scavati e astucci del Tic Tac, fino alla testolina staccata del Big Jim.
Ero tenerissimo e credo di aver conservato quest'innocenza, questo spirito giocoso ancora adesso.
Certo, poi si cresce e le teste dei Big Jim non vanno più bene, ma mi diverto con lo stesso gioco: prendo cose, le riempio d'acqua, tutto in freezer e vedo che succede.
In questo periodo sto usando molto le teste dei barboni.
Ci metto un po' a pulirle (dio i capelli!) ma quando l'acqua ghiaccia dentro e fa saltare le orbite è divertentissimo.
Poi, più le teste sono grandi più gli occhi fanno il botto, uno spasso!
Mantenere il bambino che c'è dentro di noi è importante, l'ho sentito anche da Costanzo.
Costanzo c'ha una bella testa.

Pubblicato da maxzulli | Commenti


Tag: vita vissuta


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La sindrome del bagno pubblico

Ho sempre avuto un approccio sacrale, coi libri. Non so cosa sia stato, se sia stata la frequentazione di bibliofili fin dall’età più tenera, se sia stata la lettura di fumetti che andavano conservati come se non fossero stati mai letti, ma coi libri, ho sempre avuto un approccio per così dire collezionistico, li aprivo poco, giusto il tanto che bastava per leggere senza guastarne la rilegatura, li sottolineavo poco, e a matita, solo quando era strettamente necessario, e quel che è peggio, avevo quest’approccio anche coi libri peggiori, dal punto di vista della fattura, anche coi libri economici, che erano quelli che ero aduso a comprare, e che sono aduso a comprare ancora oggi, per ragioni anch’esse economiche (credo di aver detto che si comprano i libri economici per ragioni economiche, ma facciamo finta di niente).
Da quando ormai due terzi, è un’approssimazione, perché secondo me il rapporto è più grande, da quando ormai due terzi delle mie letture le faccio su un supporto diverso, ovvero non su rettangoli di carta rilegata con colla e/o spago, da quando ormai due terzi delle mie letture le faccio su schermo mi vien spontaneo, quando prendo in mano un libro, di aprirlo tutto, di passare il pugno sulla rilegatura aperta di modo che il libro stia completamente aperto, di sottolineare le parti che mi piacciono, di appuntarmi cose a margine: di consumarlo, il libro, ed è proprio questa la differenza che c’è tra il leggere su carta e il leggere su schermo, è il piacere di consumare fisicamente un oggetto mentre lo assorbi con la testa, e l’atto fisico del leggere si traduce anche in una macellazione, in un fare a pezzi il libro, e in un fare a pezzi il testo. Il testo su supporti non cartacei ha la sindrome della persona civile nel bagno pubblico: lo lasci come l’hai trovato.
E poi, c’è l’atto dello scartabellare, quel girare vorticosamente le pagine per trovare il pezzo che ricordi, il pezzo che t’interessa, e mentre scartabelli un libro già letto, è come lo rileggessi nella tua mente, ti dici nella mente che cosa ti ricordi che sta dicendo il libro in quella pagina, ti dici che il pezzo che cerchi è dopo, o che l’hai già passato, perché ti ricordi che quel che stai vedendo sulla pagina è un pezzo di discorso successivo a quel che ti interessa.
È la pratica fisica del leggere che manca, per ora, ai dispositivi appositamente creati per leggere, sto pensando ai lettori e-book, ed è per questo, che in questo momento, mi viene più facile, nonostante lo schermo retroilluminato renda più faticosa la lettura, leggere sul mio telefono che sul lettore e-book. È semplicemente più fisico (ha lo schermo al tocco, reagisce velocemente quando cambi pagina, puoi annotare, e tante minuzie che rendono più piacevole la lettura, al di là dello skeuomorfismo*).
E niente, era solo per dire che chi dice l’odore della carta ha torto marcio, perché l’odore non è un fattore. Semplicemente, secondo me, confonde l’olfatto con il tatto.

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Più gente entra...



Berlusconi chiama in piazza gli uomini e le donne del Pdl.
Ci arriveranno facendo il trenino.

Il premier: "500.000 persone in piazza. E con me siamo un milione".

(caspita: 500mila! Chissà che fila davanti ai truccatori)

Udienza in Piazza San Pietro:  un uomo si mette a gridare in inglese verso Ratzinger.
Chissà perché tutti hanno subito pensato che fossero insulti.

In Australia il primo essere umano né uomo né donna.
Forse bisognava guardare nel marsupio.

I gamberetti possono vivere anche 180 metri sotto i ghiacci.
Però ogni tanto una sbrinatina al freezer...


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I cavalli non scommettono sugli uomini (e neanche io)

.

Par condicio: il Tar boccia lo stop ai talk show, la Rai boccia la decisione del Tar e i telespettatori sono tutti rimandati a settembre.

La Rai si scusa coi telespettatori per il disagio arrecato. Al Presidente del Consiglio.

Annozero, Ballarò e Ultima Parola restano sospesi per tutto il periodo elettorale. Il prossimo passo sarà sospendere direttamente le elezioni.

(In realtà, non è la censura a spaventarmi, quanto un possibile ritorno di Max e Tux)

Bersani aveva detto: “Viale Mazzini prenda atto della decisione del Tar”. Adesso sa quanto conta la sua opinione.

Sospensione confermata anche per Porta a Porta. Riabilitare Craxi non è più una priorità.

Masi puntualizza: “Non è vero che sono stati chiusi tutti i programmi di approfondimento politico: abbiamo scelto con cura

La commissione di vigilanza: “C’è un regolamento, e va applicato”. Se richiesto.

.

Se non ne hai ancora avuto abbastanza...

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Che bella faccia... Pt.2

Seconda carrellata di manifesti elettorali...

Il destino è nel nome, ma non esageriamo...
Premio "bonjour finesse" a questo signore calabrese...
Il rischio di fare confusione, con tutti questi nomi, è molto alto. Ma alcuni ci tengono a fare precisazioni...
Un cartello che dovrebbe essere fatto davvero, ma non solo per lui (purtroppo):
Chi meglio di un cane può dirti chi votare?
Ecco un candidato che non fa grandi promesse...
 C'è sempre un motivo per cui una persona entra nel PDL e questo signore, a quanto si nota, ha 2 grossi meriti...
Spiegami: ti chiami Sacchetto, metti un cane nel tuo manifesto, e speri che nessuno noti la faccenda?
Se non hai capelli non è sempre necessario ricorrere al trapianto o alla parrucca. Puoi sperare nella divina provvidenza:

L'ultimo, ma non per importanza, è di nuovo il partito di Casini. Qui il tempo (satanista) ha reso comico il suo bellissimo manifesto:

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Bright.

Capita, da queste parti, e anche piuttosto spesso, che quando ti presenti a qualcuno, piacere, piacere, quello - pensa - si interessa del tuo nome.
"What does it mean?"
"Bright."

E no, non sto lì a dilungarmi sul significato latino, ché la luminosità va più che bene, e poi mi piace, e poi son terrena io, e alla caratura morale continuo a preferire la fisicità della luce.
E poi sono indubbiamente più bianca latte che illustre, so.
E mi rendo conto che poi è un bel nome, non che prima non mi piacesse, ma non mi ero mai davvero posta la questione, è che ci ero abituata, e a 26 anni mi accorgo sul serio che è bello, ma sì, questo nome così abusato.
E qui non lo è, comune, e pensa, è un cambio completo di prospettiva, è un nome comune che diventa raro.
E in fondo è solo un modo come un altro di ricominciare da zero.

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Ciao, sono io... Amore mio


Foto: Repubblica.it


?????: Ciao, direttorissimo.
Minzolini: Ah, buonasera dottore.
?????: Hai saputo delle nuove stronzate?
Minzolini: Sì, mi dica.
?????: Siamo nella merda.
Minzolini: Ah, bene.
?????: Devo rispondere subito. Ho la tua attenzione?
Minzolini: Direi che è importante.
?????: Avrei bisogno di un altro editoriale.
Minzolini: Mah, adesso non so, dipende.
?????: Ti piace il tuo lavoro?
Minzolini: Certo.
?????: Lo vuoi mantenere?
Minzolini: Ci può giurare dottore.
?????: Allora non avrai problemi a venire da me a prenderti il nuovo editoriale.
Minzolini: No, non credo.
?????: E cerca di essere convincente, stavolta.
Minzolini: Sì, sì, senz'altro.
?????: Passa stasera. Alle 19:00.
Minzolini: D'accordo dottore. Se è proprio necessario, vengo.
?????: Se è necessario? Ti ho detto di muovere il culo! Vuoi che te lo ripeta?
Minzolini: No, no, stia tranquillo. Adesso faccio un salto da lei. Buonasera dottore.


Testo parzialmente intercettato da una popolare canzone di Claudia Mori.

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E' merda

"Buongiorno dottore, posso?"
"Si accomodi, buongiorno. Che posso fare per lei?"
"Son sempre più stitico e sempre più gonfio."
"Cioè, lei non va di corpo e si sente molto gonfio, mi par di capire."
"No, io la cacca la faccio tutti i giorni."
"Non la seguo."
"Vede, io vado in bagno con estrema regolarità. Io e la regolarità con cui mi reco alla toilette siamo accompagnati da un quotidiano. Per anni le mie funzioni fisiologiche sono durate invariabilmente lo stesso numero di battute di stampa. Ora invece durano sempre meno, e io mi sento sempre più gonfio."
"Lei mi sta dicendo che è... ...direi, improvvisando un'espressione... ...uno "stitico cumulativo" e non "esplosivo"? Cioè, lei -mi passi il francesismo- caga quotidianamente, ma caga ogni giorno di meno?!"
"Sì, è mio fondato sospetto. Ogni giorno un pezzo d'articolo, mezzo editoriale o due segni zodiacali che siano, ma cago per una quantità sempre minore di battute di stampa, rispetto al giorno precedente. Faccio meno cacca pur mangiando uguale. Come mai, secondo lei e -gradirei sapere- secondo la scienza medica tutta?"
"E' la prima volta che sento una cosa del genere e penso di poter affermare che non ve ne sia traccia nella letteratura scientifica di mia conoscenza. Ci penso."
"Grazie, lo apprezzo molto."
"..."
"Allora?"
"Ci sto pensando."
"Ah, grazie, mi scusi."
"..."
"Ahem..."
"Ci sono."
"E' grave? Mi dica, sarò forte!"
"Secondo me, lei è parzialmente regredito alla fase anale freudiana."
"Prego?"
"Lei trattiene -ma quotidianamente e parzialmente- le feci per provocare autogratificazione. La fase anale va normalmente da uno a tre anni di vita di un bambino; secondo Freud in questa fase il bisogno di defecare crea tensione, alleviata contemporaneamente da tale stimolazione anale e poi dalla defecazione. La tensione e conseguente riduzione della tensione producono piacere. Solo che lei quotidianamente accresce la tensione iniziale e secondo me questo è un adattamento reattivo a quanto appreso quotidianamente."
"Me lo rispiegherebbe, per favore, Dottore? E' grave?"
"Lei fa ogni giorno meno cacca, nel senso che ogni giorno ne trattiene un po' di più e non la lascia andare. Questa cosa mi ricorda una roba psicoanalitica secondo la quale trattenere la cacca e poi farla darebbe gusto, da piccoli piccoli. La cosa la gratifica un po', in reazione a quanto letto. Solo che poi non la fa mai tutta."
"Mi farebbe un esempio, Dottore? E' grave -mi dica la prego- è grave?"
"Trattiene poca cacca ogni giorno per avere gratificazione. Per esempio. Lei va in bagno col suo bravo quotidiano, legge che chi ha nascosto denaro allo stato tenendolo all'estero può farlo rientrare pagando poco alla faccia degli onesti, e lei trattiene della cacca. Oppure legge che un ragazzo portato in carcere sano ne esce dopo pochi giorni morto e che dopo cinque mesi ancora non si sa di chi sia stata la responsabilità, e lei trattiene della cacca. O potrebbe leggere che per vari equilibri e robe di bicamerali non si è mai fatta una legge sul conflitto di interessi, e ancora potrebbe trattenere della cacca. O si potrebbe trovare a leggere che persone molto importanti non si fanno scrupolo a cercare di far chiudere trasmissioni con cui non sono d'accordo pur sostenendo che le televisioni non spostano voti, e lei tratterrebbe della cacca. Solo che poi non la fa. E si cumula, dentro di lei."
"Ogni giorno mi riempio di più di merda?! Dottore, mi dica -cazzo, la prego!- è grave!?
"..."
"DOTTORE, E' GRAVE?!"
"Se è grave, non lo so.
A livello di adattamento evolutivo all'ambiente e soprattutto di tattica mimetica, è una meraviglia."

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Che bella faccia... Pt.1

Tra qualche giorno si voterà.
Le elezioni regionali sono ad un passo.
Ecco qualche manifesto elettorale...

Parenti serpenti
Sempre riguardo le parentele, signor Gambino, ha qualcosa da dichiarare?
Come malpensano questi comunisti. Solo perché è bella, bionda e del PDL, dovrebbe essere una escort?!? Potrebbe anche essere una che fa la pulizia ai denti, Comunistacci! Sono solidale con Federica.

Il destino nel nome. Come può chiamarsi uno del Partito dei Pensionati?
Il valore della legalità e della questione morale è sempre prioritario in certa sinistra, vedi De Luca.
Il "Popolo dell'Amore", nonostante il suo leader ogni tanto si sia lasciato scappare qualche battuta omofoba, si è ravveduto.
Silvio l'aveva detto chiaro: basta con i pollai in TV ! Ma sui muri delle città continuano ad essercene...

Il posto del PD oramai è segnato...

Il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito...

Per oggi è tutto, a presto!

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La poesia, grazie, ma è meglio di no.

Una sera ho bevuto una bottiglia intera di Wislawa Szymborska, sto ancora male adesso.

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quindici marzo duemiladieci

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Intelligenza animale

Il mio gatto parla. Sa dire con precisione il suo nome. Si chiama Miao.

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insonnia

Poi c'era la storia di quel ragazzino che di notte non riusciva a dormire e perciò era costretto a pensare. I suoi arabeschi mentali diventavano grovigli, troppo arruffati per la sua giovanissima età. Serviranno molti anni per sbrogliarne alcuni, anche se il rischio che, con l'età adulta, si creassero nuove e più insidiose matasse era quasi una certezza. Tra le sue più ricorrenti fantasie c'era l'interrogativo su dove fosse in quel momento la persona con cui avrebbe condiviso la parte più bella della sua esistenza. Ne immaginava il viso. Ma sebbene fosse uno sforzo vano, cercava di generare ogni possibile combinazione di nasi, occhi, capelli... Non dormiva anche lei? O era troppo piccola per essere desta a quell'ora? E se non fosse neanche nata? Sapeva, steso con gli occhi fissi sul soffitto buio, che questa curiosità sarebbe rimasta infruttuosa per decenni, ma giurò di portarsela dietro, silenziosa in un angolo della memoria, certo che un giorno se ne sarebbe ricordato e che l'avrebbe raccontata, in un'altra notte insonne, guardando negli occhi la persona che aveva già immaginato.

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Le dieci cose

Ciascuno ha le proprie fisse.
Io, negli anni, ho tirato giù un elenco delle 10 cose che odio fare, quelle che mi danno fastidio o mi fanno star male.
E' un modo per esorcizzarle, per cercare di migliorarmi sempre.
Le dieci cose che odio e che mi riprometto di non fare più sono:
...
1) Stilare elenchi
2) Procedere sempre in ordine progressivo
3) Perdere il filo del discorso e cominciare a parlare di tutt'altro, come di quella volta in cui, al ristorante, il cameriere era ubriaco e ci portò tutto quanto avevano ordinato quelli del tavolo accanto, riuscendo persino a trasf4) Interrompere mentre qualcuno racconta qualcosa
4+1) Imparare a non aver più paura del numero cin... quattro più uno
6) Plendele pel il culo i cinesi
7) Ut1l1zz@r& k@r@TT&r1 n0n l&gg1b1l1
8) Insultare la nostra Italietta
9) Mancare di rispetto a chi legittimamente crede in Dio, Gesù e tutti gli altri personaggi di fantasia
10) Inserire, ogni tre parole, un Cristo, una volgarità merdosa, un insulto a chi la pensa diversamente da me (su questo sono tranquillo: nessuno può essere tanto coglione)
11) Non rispettare il numero previsto di punti
...

Pubblicato da maxzulli | Commenti (6)


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"99"

Bòn, di solito qui funziona che metto titolo, disegno (se c'è) e testo. Questa volta è diverso; i disegni sono la descrizione un po' incasinata di pensieri ed eventi che mi son saltati addosso, e son 4 tavole.

Si intitola "99 - Soliloquio a 3 voci". Le due voci ulteriori nel soliloquio vengono da fuori perchè vengono da dentro; sia quella che proviene da sinistra (in senso medioevale) che quella che proviene da destra (in senso liberatorio).

Per riuscire a leggere, cliccate in sequenza sui disegni sotto. Poi, lasciatemi un'impressione su questo esperimento; ne sarò contento. Oppure cliccate, leggete e non lasciatemi niente, ne sarò contento lo stesso.
Ma già siete qui che leggete, per cui son contento.

A livello di contentezza, insomma, oggi vado via con un pezzo di pane, nevvero?
Buona lettura,
state bene






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